Dell’amicizia e altre sostanze

2 09 2011

Come vorresti che fosse un amico?
Affidabile, leale, sincero, divertente, disponibile, presente, comprensivo.
Quanto tempo devi passare con un amico per poter dire che lo conosci bene?
Non saprei
Riformulo la domanda. Conoscere un amico da qualche anno può bastare per poter dire che lo conosci e lo sai giudicare?
Bé si, dovrebbe bastare.
E se ti dicessi che non è così? Se ti dicessi che anni di uscite, telefonate, chiacchierate, bevute non sono serviti a capire una persona? E se ti dicessi che invece in un altro caso sono bastati pochi secondi per trovare una profonda affinità?
Sono confuso.
Anche io.

Le vacanze con gli amici si sa, spesso tirano fuori il peggio di ognuno. E’ il momento migliore per litigare, innervosirsi, tirare fuori rancori che sonnecchiavano da tempo o crearne di nuovi. E più si va avanti con l’età e più la nostra intolleranza cresce. E’ per questo che oramai penso che sia meglio fare le vacanze in tanti, da tre persone in su. Più si è più si discute, è vero, ma è più facile confondere i nervosismi, è più facile trovare qualcuno che colga il tuo nervosismo e ti aiuti a sbollirlo, è più facile isolarsi un attimo e fare quello che ti pare senza impedire agli altri di fare altrettanto. Partire in due è rischioso, a meno che non senti di avere una grande affinità con la persona con cui parti.
Io pensavo di averla. Io ero sicura che lei fosse la mia compagna di viaggio ideale. Abbiamo condiviso esperienze simili nelle nostre vite, abbiamo trascorso momenti di amicizia molto piacevoli, pensavo sarebbe stato un bel viaggio. E io quello ho proposto, un viaggio, accolto con entusiasmo mesi fa. Con talmente tanto entusiasmo che poi lei quel viaggio, il mio, lo ha fatto con qualcun altro, e nemmeno ha avuto subito il coraggio di comunicarmi la sua decisione… Va bene, incasso, non c’è problema, ottimi motivi, ci può stare. Ma dimmelo per tempo, così io so come comportarmi e come eventualmente organizzarmi di conseguenza, no? No, tranquilla, ho un’altra settimana di ferie, ce la facciamo comunque insieme, ci tengo tanto, è tanto che ne parliamo, andiamo dove vuoi tu, però al mare, così ci rilassiamo, ora ci cerchiamo qualche offerta economica, vedrai ne troveremo tante, tranquilla, dai che sarà bello. Ok, va bene.
Va bene niente, non è andato bene niente. Offerte che non c’erano, prenotazioni che saltavano, prezzi alti, condizioni poste da entrambe le parti. E il tempo passava e niente veniva deciso. Ma ero io, ovviamente, il problema, io e la mia mancanza di entusiasmo per qualsiasi proposta. Uhm, si vero, quasi, tranne in quei casi in cui le mie proposte tu le bocciavi perchè non incontravano il tuo favore. Eh no, no, qualcosa non torna.
Non mi è mai capitato di trovarmi a tre giorni dalla partenza senza sapere dove andare. Non mi è mai capitato di continuare a riaprire questioni teoriche e di principio invece di mettermi a consultare siti e guide per decidere cosa fare, cosa vedere, dove mangiare, che vestiti portare… mai. E soprattutto, non mi era mai capitato di innervosirmi con il mio compagno di viaggio PRIMA di partire. E’ stato tutto assurdo, surreale, ingeneroso.
Mi sono trovata a fare una cosa che non volevo fare. Ho capito dopo come mai. Mi sono trovata in mezzo ai piani di qualcun altro, lei, lui, loro. Mi sono sentita scippata delle mie vacanze due volte.
Sono partita con un insolito distacco per me. Sono partita lo stesso ma la tentazione di far saltare tutto ce l’avevo eccome. Ma io, così spigolosa e antipatica nei modi, tutto sommato non riesco a far fare agli altri quello che non vogliono fare, non riesco a esser così meschina, e allora via. Vada come vada. Vediamo di limitare i danni e tornare in fretta.
E così è andata. Una delle peggiori vacanze. E non solo per via del lungo e sfiancante preambolo, non solo perché avevo visto un lato poco concreto e totalmente inaspettato della mia grande amica, ma anche perchè giorno dopo giorno scoprivo lati deboli e confusi di una persona che pensavo diversa. O lei è così e non me ne sono mai accorta, o lei era in grande difficoltà perché sapeva nonostante tutto e sotto sotto di non essere stata leale nei mei confronti e in questa partita.
E’ andata, è finita. Pensiamo al prossimo viaggio, a modo mio.

Poi invece bastano pochi momenti per scoperchiare quella che sembra una vera e propria affinità elettiva con una nuova amica. Non è entusiasmo per la novità, non è illusione di essere uguali in tutto (non è così), è una istintiva e naturale facilità di parlarsi, di raccontarsi, di dirsi cose intime e profonde con la spensieratezza che accompagna il commento su un vestito da comprare o su un film appena visto. E’ la sorpresa di finire le frasi che comincia l’altra, è la dolcezza nell’ascoltarsi a vicenda ammaliate dalla ricchezza che l’altra sa dare, è la capacità di aprire mille discorsi senza innervosirsi mai per essere stati interrotti ma anzi con la curiosità di capire dove ti porta il flusso di coscienza congiunto.

E quindi?
Niente. I rapporti umani sono un argomento complesso da districare, difficile da catalogare. Passa il tempo e penso che l’amicizia è forse una delle cose più complesse da affrontare.


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