Ci ho pensato

14 11 2011

Molto, ci ho pensato molto sul serio. Ho accolto altri spunti, e forse sono arrivata a conclusioni diverse, non lontane dalle precedenti, ma diverse. E forse qualcosa ho azzeccato, visto che sono scoppiata a piangere. Sai, come quando sfogli gli strati della cipolla, come quando scavi e trovi qualcosa…

Ok, da piccola ho avuto dei traumi e delle cattive compagnie che mi hanno inculcato strane idee sul sesso.
C’è un altro trauma a cui penso poco.
Non so quanti anni avessi, ero piccola, abitavo ancora nell’altro paesello. Tornavo da scuola, dal doposcuola in realtà, stavo facendo una strada alternativa, più breve per me. Una strada a senso unico, con una curva un po’ brutta, non si vedono le macchine arrivare. Io ad un certo punto dovevo attraversa, e mi sono buttata correndo dall’altra parte. E’ arrivata una macchina, mi ha presa in pieno, ho ricordi confusi in realtà, una vaga sensazione di me incastrata nella macchina che strisciavo sulla strada. Ricordo che poi quel signore mi fece salire e mi accompagnò a casa, io stavo bene, avevo solo un ginocchio sbucciato. Mi lasciò lì. Io non mi rendevo conto di quello che era successo, ovvero che ho rischiato la vita, già da allora ero “a scoppio ritardato”. Ricordo vagamente mia madre allarmata e arrabbiata con questo signore che mi ha mollato a casa ed è andato via. Ricordo che poi per anni ho avuto paura ad attraversare la strada da sola. Sul serio, ci ho messo anni a farlo, ma da sola io non attraversavo.
Non ci pensavo da un po’, e ora che lo scrivo mi salgono le lacrime agli occhi.
Forse che questo trauma sia legato alla mia paura di buttarmi senza mille scialuppe di salvataggio?

Ho pensato molto anche al mio non riuscire a lasciarmi andare con gli uomini.
Ne ho sempre pensato in questi termini: io sono esigente, io non mi svendo, io non riesco a lasciarmi andare con chi non scelgo e forse dovrei provare a forzarmi, ma se mi forzo sto male male male. Mi sono anche chiesta seriamente se sul serio fossi io ad allontanare gli uomini non volendo, in fondo in fondo, un compagno. Mi sono anche resa conto che l’amore più grande della mia vita è stata una persona che non ho scelto io ma che mi ha conquistata piano piano, e che quindi forse dovevo forzarmi a lasciarmi conquistare anche da chi, a pelle, non mi ispirava per niente. Mi sono chiesta, visto che me lo hanno chiesto, se il mio arrampicarmi sugli amori impossibili non fosse un sintomo di non volere un compagno. Mi sono risposta che sì, forse qualche anno fa la cosa aveva senso. Non sapevo come comportarmi e quindi impazzire dietro agli amori impossibili aveva lo scopo di tenermi occupata, di avere qualcosa da raccontare. Mi dicevo anche che comunque, ogni tanto, qualche cosa di non impossibile riuscivo a viverla, quindi non poteva essere solo una mia incapacità. E’ anche una certa sfortuna negli incontri, al momento sbagliato o con la persona sbagliata o proprio con nessuno.
Ma forse, le risposte che avevo trovate non erano proprio quelle giuste, e magari nemmeno le domande.

Ho pensato quindi ad altri traumi in modo diverso. Alle medie c’era un ragazzo con un po’ di problemi personali. Beveva, a scuola. E quando beveva mi prendeva di mira e mi metteva le mani addosso, sul seno, in mezzo alle gambe. Al liceo ero tra le poche ragazze in una classe di molti maschi, e mi avevano eletta l’unica “interessante”. Anche lì, la gara a sedersi vicino a me in banco era solo per allungare il gomito sulla mia terza di reggiseno. Gli intervalli insieme erano solo per allungare lo sguardo sotto la camicetta. Queste cose le so, le penso sempre. Ma non ho mai capito a cosa mi hanno portato.
Mi hanno portare agli uomini come a persone cattive, invadenti, violente, che volevano farmi fare le cose a modo loro. Oggi l’uomo che mi approccia con durezza o volgarità è per me un nemico da contrastare. Mi fai le battute squallide? Io ti rispondo a tono, non cedo, non crollo, non mi imbarazzo.

Se ci penso, mi sono innamorata sempre di persone dai modi gentili e sensibili, in un modo o nell’altro. A prescindere dal fatto che fossero impossibili, fidanzati, amici diventati amanti, o cantati e attori. Così è, se vi pare.


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